Sotto il tappeto
"Le guerre appaiono inevitabili. Lo appaiono sempre quando per anni non si è fatto nulla per evitarle" (Gino Strada)
venerdì 3 febbraio 2012
Ultimi post su Linkiesta
ecco un riassunto dei miei ultimi pezzi pubblicati su Linkiesta. Per cominciare ho parlato dell'Operazione False Flag, in cui alcuni 007 israeliani hanno fatto una cosa che proprio non è andata giù a Obama: si sono travestiti da agenti della Cia e sotto queste spoglie hanno reclutato dei terroristi sunniti, aiutandoli ad organizzare attentati in Iran. Ho calcolato che Israele sarebbe responsabile per la morte di circa 200 civili iraniani negli ultimi anni (qui l'articolo).
Ho guardato - finalmente - "Una separazione". Ho aspettato così tanto perché me ne avevano parlato così bene che temevo non fosse più all'altezza delle mie aspettative, ma... l'ho adorato! Speriamo vinca anche alla notte degli Oscar (qui il mio pezzo).
Ricordate il drone americano che spiava di nascosto dai cieli dell'Iran? Quello che, nonostante fosse "invisibile", è stato catturato dagli iraniani senza bisogno nemmeno di sparare? Ecco, Obama ne ha chiesto la restituzione. Gli iraniani lo hanno accontentato, ridendosela sotto i baffi: glie ne hanno spedito un modellino giocattolo rosa, che sta andando a ruba nei bazar (qui il pezzo e le foto dei giocattoli).
Non vi siete anche voi accorti quanto spesso gli americani salvino i pescatori iraniani in difficoltà nelle acque del Golfo Persico? Ho cercato di spiegare il motivo della strana frequenza con cui questo avviene, a questa pagina.
Il primo febbraio si è celebrato l'anniversario del ritorno di Khomeini dall'esilio, nel 1979. Il regime lo ha celebrato in un modo buffissimo: riproducendo il suo arrivo utilizzando una sua foto in cartone a grandezza naturale. L'effetto è stato ridicolo, come potete vedere voi stessi dalle foto che ho pubblicato qui.
Infine, ho scritto anche un vero articolo! E' stato pubblicato oggi. Parlo del crollo del rial, ne spiego le cause e gli effetti. Fatemi sapere cosa ne pensate, commentate o mandatemi messaggi privati! Alla prossima =) Qui il link all'articolo.
mercoledì 11 gennaio 2012
Iran Ora! Parte il mio nuovo blog su Linkiesta
Sono felice di comunicarvi che ho aperto un blog su Linkiesta! Linkiesta era già diventato da qualche mese il mio sito d'informazione preferito, potete immaginare quanto sia felice di sapere che posso scrivere proprio lì! Il blog naturalmente parlerà di Iran e vi invito a seguirmi.
Link: Iran Ora! Notizie e retroscena da Tehran
Ho già scritto tre articoli:
L'orgoglio di essere in prigione a Tehran
Chi è l'americano condannato a morte in Iran
Chi uccide gli scienziati iraniani? Elementare, Bibi.
Grazie per avermi seguito, e continuate a seguirmi su Iran Ora! :)
domenica 4 dicembre 2011
Lettera di un giornalista in prigione
Jila Bani-Yaghoub è la moglie di Bahman Ahmad Mouei. Ha ricevuto e pubblicato questa lettera personale, speditale dal marito in carcere. Bahman, che era già stato arrestato in occasione delle proteste del 2009, è stato riarrestato per aver scritto un articolo in cui criticava le politiche economiche del governo. Ora si trova a scrivere la vita nella prigione di Evin, nel ramo dei prigionieri politici.
"Sono seduto nel cortile della prigione su una sedia di legno scricchiolante. E' rotta. Ha piovuto continuamente per tutta la settimana e persino le nostre ossa sono diventate umide. Fino ad oggi siamo rimasti chiusi nelle nostre celle, aspettando che il tempo migliorasse. Nella mia cella siamo in diciotto. Siamo così stretti che non possiamo nemmeno bere il the senza disturbare il vicino. Ma non importa, tanto questa settimana non c'era nemmeno l'acqua calda, tant'è che nessuno di noi si è lavato per giorni. Durante queste lunghe ore, dietro questi alti muri, penso a te. E' solo grazie a te che posso sapere quello che sta succedendo lì fuori. Sappi che sono orgoglioso di essere qui, al fianco dei migliori figli della nostra patria. Mi sento pieno di orgoglio, l'orgoglio che viene dall'essere un prigionero politico.
Sai, certe mattine abbiamo la fortuna di vedere il sole, ma non vediamo la luna da tanto, tanto tempo... Ieri mattina girava voce che ci fosse acqua tiepida alle docce, così siamo tutti corsì là e ci siamo messi in fila. Sembrava come se tutta la società iraniana fosse in coda a quella doccia, perché c'erano tutte le fazioni politiche: l'ex capo di Distretto e Deputato Mohsan Mirdhamadi stava lì in piedi tenendo in mano la saponetta, affiancato da un gruppo di giovani di sinistra, dietro a loro Juad Lari Ahad del movimento del Mojhaedin aveva in mano i piatti (era il suo turno di lavarli), mentre Pichalach Arav Surahi stava sotto la doccia. Ali-Reza Rajaa'i, un attivista religioso nazionalista, stava proprio dietro di me. Cara Jila, è incredibile. Dopo 30 anni di guerre e rivoluzioni, dopo 30 anni di divisioni e guerre tra fazioni, siamo tutti qui insieme. Tutti in prigione, fianco a fianco, tutti giorni, a discutere. Alcuni giorni fa hanno portato fuori dalla cella Amin Nia'ai-Pour per frustarlo. Era la sua punizione. Ha appena 22 anni e pesa a malapena 45 chili, studiava all'Università di Tehran. Ora non sappiamo cosa fare con queste ferite che si trova sulle schiena, sono tutte blu e nere. Alcuni prigionieri vengono a fargli visita da altre celle, per consolarlo, e riusciamo a farlo stare un po' calmo.
Pochi giorni fa sono arrivati due nuovi prigionieri con una storia incredibile. Uno di loro era un vecchio di 75 anni, che di mestiere guidava un pickup. Ci ha raccontato che era tranquillamente seduto sul divano di casa davanti alla televisione quando ha saputo dal telegiornale che ci sarebbe stata una riduzione dell'inflazione e della disoccupazione. Visto che non ne poteva più di queste bugie, è uscito di casa a dipingere slogan sui muri. Quella sera sono andati a prenderlo a casa, il vecchio è arrivato qui che vestiva ancora il pigiama. Il secondo di loro era un giovane lecturer dell'Università di Esfahan. Una delle sue lezioni era stata registrata ed è stato accusato di fare propaganda contro il regime."
sabato 3 dicembre 2011
Qui giace l'uomo che voleva distruggere Israele
mercoledì 30 novembre 2011
La verità dietro l'assalto all'Ambasciata Britannica
- i manifestanti erano basij, membri del corpo paramilitare iraniano, non studenti
- sono penetrati dentro l'ambasciata non perché trascinati dalla foga del momento, ma per un attacco premeditato
- la polizia è stata connivente (si vede chiaramente nelle foto che non interviene - come al solito quando i basij organizzano le loro manifestazioni)
lunedì 14 novembre 2011
Incidente durante il trasporto di esplosivo: 17 morti.

